Storia dell’Istituto

15ANNI

L’Istituto della Commedia dell’Arte Internazionale nasce nel Settembre 2000 in seno al Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni” grazie ai finanziamenti della Regione del Veneto e della Fondazione Cassa di Risparmio di Venezia, istituendo il “Master fase zero” conclusosi a fine Febbraio 2001. Venticinque allievi e dieci uditori hanno partecipato quotidianamente, per otto ore al giorno alle lezioni di ventidue maestri d’arte (tra i quali: Dario Fo, Ferruccio Soleri, Carolyn Carlson)

A Maggio 2001, sempre grazie al finanziamento di Regione del Veneto, Fondazione Cassa di Risparmio di Venezia ed in aggiunta anche il Comune di Padova, si è dato avvio al master di perfezionamento, per i migliori otto attori, incentrato su Ruzante, Gozzi ed i numerosi autori della Commedia dell’Arte. A Giugno 2001 gli otto attori, sotto la guida e regia del Maestro Gianni De Luigi, hanno portato lo spettacolo “I Fantasmi della Commedia dell’Arte” in numerose province della Regione del Veneto. Nel Settembre dello stesso anno viene indetto un nuovo bando di concorso per il “Master fase uno”, che vede la presentazione di oltre 300 domande da tutta Italia ed estero. Dopo una accurata selezione vengono scelti 25 allievi e 10 uditori, affiancati sempre dagli otto allievi – attori del Master Zero.
Nel Gennaio 2002 si costituisce con i migliori 15 elementi dell’Istituto, una Compagnia di giovani denominata “La Comedìa”.
Nel Febbraio 2002 inizia per i 15 attori, condotti dal Maestro De Luigi, il “Master Due”, grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Venezia, che vede un quotidiano lavoro di approfondimento sulla figura di Ruzante in occasione del 5 centenario della nascita, ma affronta anche Dante e Giotto per partire dalle origini più remote della Commedia dell’Arte.

Il Comune di Padova affida all’Istituto numerose messe in scena con la regia del Maestro Gianni De Luigi: “Il Giorno della Memoria” (Gennaio 2001 e Gennaio 2002), la sacra rappresentazione “E Ora ha Giotto il grido” nella Chiesa degli Eremitani (Aprile 2002), “Il Reduce, ovvero l’eroismo della vigliaccheria” – spettacolo cofinanziato dalla Regione del Veneto nell’ambito delle Celebrazioni Ruzantiane – e “Il gesto di Giotto interpretato da Carolyn Carlson” (spettacoli portati dall’Istituto a Berlino in rappresentanza della Città di Padova nella manifestazione “Le piazze d’Italia” organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura a Berlino – Giugno 2002).
Da Maggio a Ottobre 2002 l’Istituto della Commedia dell’Arte Internazionale con la Compagnia “La Comedìa” ha circuitato nelle piazze del Veneto con lo spettacolo “Il Reduce, ovvero l’eroismo della vigliaccheria”.

  Iniziato il 15 Settembre 2002, si é concluso il 29 Settembre il 1° Festival della Commedia dell’Arte a Padova, commissionato dal Comune di Padova, Settore Cultura, e organizzato dall’Istituto della Commedia dell’Arte Internazionale, Festival che, nella sua edizione inaugurale, ha rispettato il percorso che Padova ha vissuto nella sua cultura della rappresentazione.
La scelta dei luoghi, doveva dare risalto alla valenza culturale di Padova nel tempo, ed in particolare nell’arte dove architettura, teatro, pittura, scultura, si fondono con quel senso altissimo di spiritualità.
Quindici giorni dedicati a Ruzante e alla Commedia dell’Arte, hanno visto il riscoprire di luoghi sconosciuti agli stessi padovani quali l’Odeo e la Loggia Cornaro ed il Teatro Anatomico ed il Cortile antico dell’Università.
La Loggia e l’Odeo di Alvise Cornaro, ne sono testimonianza – potremmo paragonarlo alla Famiglia degli Scrovegni: Cornaro sceglie Ruzante, Scrovegni, Giotto – quindi una tradizione nel saper valutare l’arte e la creatività degli artisti dando loro la possibilità di agire in libertà, sapendo che poi l’investimento avrebbe dato i suoi frutti. Non é un caso che proprio a Padova si formi una Compagnia di attori professionisti. Ed ecco la Loggia Cornaro e l’Odeo, esprimere nell’architettura, il teatro dello spazio. L’architettura della ragione, il senso del percorso immaginifico dove l’affresco ed il bassorilievo raccontano quello che le parole non riescono ad esprimere. In questo senso, le visite spettacolo, dove gli attori hanno ricreato atmosfere riferite all’architettura, agli affreschi e alle statue, hanno dato la possibilità agli spettatori di comprendere il senso ed il piacere dei “sensi”.

Se Alvise Cornaro per affermare la sua nobiltà verso la Repubblica Veneta, riesce proprio attraverso il teatro, a rendersi credibile, l’Università di Padova, che non necessita di presentazioni in quanto punto di riferimento della storia, testimonia la lungimiranza della democrazia della Repubblica Veneta, che le ha permesso di essere da sempre “libera”, dove studenti e docenti agivano nella ricerca del “sapere indipendente”.
Il teatro, la messa in scena, la scienza, esprimono in tutte le fraternal compagnie la necessità di rappresentare e di rappresentarsi, basterebbe osservare con attenzione la cattedra di Galieo Galilei, costruita espressamente per le sue lezioni a 500 studenti. Espressione più alta del teatro nella scienza é il Teatro Anatomico: costruzione lignea congegnata per osservare i gesti e la rappresentazione del corpo-uomo in tutti i suoi strati e qui si arriva fino ai tempi nostri nell’espressione de “Il Teatro ed il Suo Doppio” di Antonin Artaud. Ecco il motivo che ha spinto il Maestro Gianni De Luigi a volere che ogni giorno 10 persone visitassero il Teatro Anatomico immersi in visite – spettacolo, dove un attore li riportava al pensiero e alla riflessione in senso comico – tragico.
Il risultato più che lusinghiero della partecipazione di un pubblico eterogeneo ha testimoniato attraverso i commenti registrati durante il Festival, un unanime consenso rispetto all’iniziativa.
Si sono alternati per quindici giorni 22 spettacoli allestiti da 20 Compagnie Venete ed una napoletana, svoltisi tra la Loggia Cornaro, il Cortile antico dell’Università, il Caffé Pedrocchi e l’Isola Memmia del Prato della Valle luogo deputato alla giornata finale del 29 Settembre.
Nel pomeriggio del 22 Settembre in occasione della Domenica Ecologica, l’Istituto della Commedia dell’Arte Internazionale e gli attori della Comedìa, hanno messo in scena in Piazza Insurrezione lo spettacolo “Da Pokemon ad Arlecchino, viaggio di andata e ritorno”, stimolando un pubblico di adulti e bambini a confrontare la cultura televisiva di oggi e la cultura teatrale della Commedia dell’Arte.
Questo 1° Festival della Commedia dell’Arte, che potremmo definire “sperimentale”, ha permesso all’Istituto della Commedia dell’Arte Internazionale, grazie alla lungimiranza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Padova, Giuliano Pisani ed al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Venezia e del Comune di Padova, di verificare la fattibilità di una manifestazione che potrà avere, negli anni futuri, carattere Internazionale.

Il 18 e 19 Ottobre 2002, l’Istituto della Commedia dell’Arte Internazionale con la Compagnia “La Comedìa” e la coreografa Carolyn Carlson ha portato in scena, per la regia di Gianni De Luigi, lo spettacolo “Le Orazioni” da Ruzante.

                                                                             Sempre con la collaborazione di CarolynCarlson De Luigi inizia una ricerca ed un percorso sul tema  La cultura, l’arte e lo spettacolo tra pace e guerra incentrato sui classici greci,  che ha generato lo spettacolo Pace e guerra nella Commedia dell’Arte (con testi di Aristofane e Ruzante) portato in scena il 21 Marzo 2003 al Circolo Ufficiali di Padova per la serata di beneficenza organizzata dalla Croce Rossa Italiana, ed il 23 Maggio 2003 a Trissino ( Vi) per la Croce Rossa Italiana.
Lo stesso argomento funge da linea guida al 2° Festival della Commedia dell’Arte tenutosi a Padova dal 29 Agosto al 7 Settembre 2003 nei luoghi quali Loggia e Odeo Cornaro, Prato della Valle, Oratorio San Rocco, Caffè Pedrocchi, Velodromo Monti dove sono stati realizzati confronti pubblici con poeti, pittori, scultori, registi, coreografi e politici per una riflessione a tutto campo sulla l’arte dell’uomo in pace e in guerra; si ricordano gli interventi di Vittorino Andreoli, Ivano Paccagnella, Carolyn Carlson e Michel Portal.
Finito il 2° Festival si riaprono le audizioni per nuovi attori che parteciperanno al “Master Tre” sulla Commedia dell’Arte dal 1 Ottobre al 28 Novembre 2003, e che ha visto insegnanti come Yutaka Takei, Eugenio Allegri, Eleonora Fuser, Renato Padoan ed altri. Ultimato il periodo di studio comincia una nuova serie di spettacoli ed interventi.
Il 27 Gennaio 2004, in occasione del giorno della Memoria, i nuovi allievi attori portano in scena al Teatro Verdi di Padova I Bambini di Terezin, spettacolo tratto dagli scritti e dai disegni lasciati dai bambini ed adolescenti morti nel doloroso ghetto-fortezza dell’olocausto.

Successivamente si inizia la preparazione su un tema caro alle radici del teatro ovvero il Mito, inteso non solamente in senso dell’antica grecità ma altresì nelle sue origini contadine di ritualità legate alle dimensioni stagionali. Prende corpo uno spettacolo dal titolo La Metamorfosi del mito dai Greci a Ruzante portato in scena per la prima volta nell’Ottobre 2004 al Montirone di Abano Terme per l’Associazione Amici dei Musei di Abano, in occasione dell’iniziativa nazionale proposta dalla F.I.D.A.M. Teatro come Museo, Museo come Teatro.
Il tema del mito era poi stato adattato alla storia di Abano, nel tentativo di dare agli spettatori le dovute rimembranze del proprio mitico passato.
La scelta dello spazio d’acqua circolare di Abano quale scenario dell’evento ruzantiano è stata fatta non solo nella volontà di ripercorrere un viaggio nelle radici dell’antica paganità, ma soprattutto per permettere agli spettatori di inabissarsi con gli attori nei fumi delle terme alla ricerca della circolarità magica che lega il mito e la storia della terra pavana.
In seguito a questo spettacolo inizia un lungo periodo di teatro dalla funzione sociale da parte dell’Icai. Alcuni allievi iniziano un progetto portato avanti dall’Aprile 2004 fino ad Aprile 2005 presso il Comune di Selvazzano (Pd), nell’ambito delle iniziative Fondi Nazionali per la Lotta contro la Droga.
Allo stesso modo si snoda parallelamente un altro progetto sociale di educazione teatrale presso la Casa Circondariale di Treviso da Novembre 2004 al Febbraio 2005  con tema La Commedia dell’arte e la didattica. Gesto, mobilità e immobilità tra corpo e tempo.
Lo studio e l’elaborazione della Commedia dell’Arte continua nel frattempo a svilupparsi su più piani; uno tra questi è l’animazione nei musei, di cui l’esempio più adiacente alla ricerca filologica tra attore di Commedia dell’Arte e pittura ha luogo alla Fondazione Cini in data 3 Dicembre 2004 per la mostra dei disegni del Tiepolo. L’azione scenica dal titolo Il pulcinella del Tiepolo e la Commedia dell’Arte coinvolge diversi studenti delle scuole medie ed elementari di Venezia, che guidati dalla narrazione gestuale e fisica degli attori all’interno del museo, apprendono la storia e la poetica del Tiepolo dal personaggio di Pantalone, Arlecchino ed i Pulcinella.
Nello stesso periodo inizia a Jesolo un laboratorio di incontri con le scuole elementari e medie, basato sulla volontà di far conoscere ai ragazzi la propria identità territoriale affiancata alla trasmissione della cultura generale da loro affrontata nei programmi scolastici. Ed è sempre la Commedia dell’Arte a guidare tutto il percorso.
Nella primavera del 2004 il Maestro Gianni De Luigi sceglie di riprendere la Sacra Rappresentazione, coadiuvando i testi scelti in precedenza con alcuni brani tratti dai Vangeli apocrifi e Donna del Paradisodi Jacopone da Todi. Lo studio di testi sacri si accompagna alla frequentazione, da parte degli attori, dei monaci benedettini nell’Isola di San Giorgio per un seminario tenuto da De Luigi sulla recitazione del Verbo: In principio era la parola e la parola era Dio. liaccheria, gli attori dell’Icai iniziano una lunga preparazione sia dal punto di vista corporeo che di interpretazione vocale senza più avere contatti con l’esterno. Le ore di quotidiano allenamento si intensificano e De Luigi propone di memorizzare diversi Canti della Divina Commedia oltre che poeti contemporanei come Zanzotto. Il gruppo, ormai composto dagli stessi elementi da più di due anni arriva ad una buona fusione di qualità ed interpretazione. Lo studio su Dante viene esperito sulla scena solamente un anno dopo con la messa in scena dello spettacolo La Divina Commedia dell’Arte, debuttato il 9 e 10 Settembre 2005 a Palazzo della Ragione di Padova.

Al termine di questo spettacolo riprende la normale attività dell’Icai: inizia un altro Master ed entrano nuovi allievi. Formatosi un nuovo gruppo De Luigi inizia un lavoro sull’interpretazione dell’opera di Mozart, in particolare il Don Giovanni ed il Flauto Magico, progetto attualizzato in scena per il Carnevale di Venzia 2006, al Palazzo Cà Mocenigo Gambara, per spettatori veneziani, italiani e stranieri.
Lo studio su Andrea Zanzotto si concretizza ancor di più con le manifestazioni a lui dedicate Andrea Zanzotto tra Soligo e Laguna di Venezia,rassegna svoltosi il 13 e 14 Ottobre 2006, a Pieve di Soligo al Cinema Teatro Careni e Venezia al Palazzo Querini Stampalia, e Zanzotto, Poesia, cinema e musica, convegno avvenuto a Palazzo Querini Stampalia il 7 Novembre 2006. Il Maestro De Luigi continua tutt’oggi a proporre la memorizzazione di Zanzotto, anche agli allievi stranieri, per entrare nella sonorità dialettale attraverso la poesia che conduce poi alla prosa di Ruzante e Goldoni.
Quest’anno la formazione dei nuovi allievi, arrivati all’Icai grazie al Master 2006 è molto eterogenea: si è formata una compagnia con attori provenienti da diverse parti d’Italia e del mondo. Vista la nuova formazione si è dato luogo alla fondazione di un’altra associazione in sostituzione alla Comedìa, dal nome Ubik teatro, gestita dagli attori con più esperienza nella compagnia.
Il repertorio di Commedia dell’Arte del nuovo gruppo per ora consiste nello spettacolo Goldoni e i Fantasmi della Commedia dell’ Arte, opera portata in scena durante il Carnevale 2007 a Palazzo Cà Mocenigo Gambara e per il Festival del Mare avvenuto dal 17 al 25 Marzo 2007 a Venezia, tra la Marittima e l’Arsenale. In questa occasione, che vedeva De Luigi come direttore artistico del Salone Nautico, gli allievi attori si sono occupati dell’organizzazione di tutti gli eventi culturali all’interno del Festival, potendo così avere un contatto diretto con il mondo burocratico e lavorativo dell’arte.
Da Aprile a Giugno 2007 gli attori dell’Icai sono impegnati in un progetto ideato dalla Fondazione Venezia che prevedeva interventi di Commedia dell’Arte in diverse scuole della provincia di Venezia oltre che tre spettacoli all’Auditorium Santa Margherita di Venezia. Il progetto, intitolato da De LuigiCapire il teatro o l’arte dello spettatore si articola in momenti diversi tra conferenza su cosa è teatro, l’azione attoriale e l’intervento costante del pubblico. Le tre azioni non sono disgiunte ma proseguono assieme nel corso della lezione-spettacolo: lo spettatore assiste ad una scena di teatro dove non solo il regista, De Luigi in questo caso, lavora in diretta sugli attori ma il pubblico stesso può intervenire criticando e fermando la scena, può, se vuole, far tornare indietro l’attore e proporre un altro tipo di movimento e interpretazione. Lo stesso avviene nel lavoro con i bambini dove tutto accade davanti a loro, la vestizione e trasformazione dei personaggi e le critiche del regista.

Il 23 Luglio 2007 la nuova compagnia partecipa al Campus della Biennale Teatro di Venezia con una lezione-spettacolo dal titolo Conviene che si volga ad Oriente nell’intenzione di studiare il complesso rapporto orientalista della città di Venezia nel Settecento, basandosi sul copione La Sposa Persiana di Carlo Goldoni.
La tematica della donna costretta a vincoli di matrimonio forzato o di concubinaggio in Oriente non si distacca molto dalla situazione delle “putte” incarnate nelle commedie goldoniane e nei vecchi canovacci di commedia dell’arte indagando il problema ancora oggi esistente del Burka ideologico indossato spiritualmente e realmente dalle donne nel corso dei secoli. In un momento storico come questo, dove le problematiche islamiche e le pulsioni ad un rinnovamento culturale in ambito amoroso sembrano essere di estrema importanza, riprendere le tematiche goldoniane mescolate alle traduzioni dell’epoca delle allora circolanti novelle orientali, genera un percorso parallelo tra storia e contemporaneità dove il diritto umano prevale al sentimento in ogni tempo. Il lavoro di interpretazione drammaturgia e gestuale tra Oriente e Occidente si è svolto nel costante studio e ripetizione delle pratiche orientali quali il Tai Chi, il Bharatanatyam e teatro giapponese continuamente confrontate con la disciplina gestuale ed i codici della Commedia dell’Arte.

Il Presidente
 dell’Associazione Istituto della Commedia 
dell’Arte Internazionale

Luisa Scimemi di San Bonifacio